Santuario
È il 14 maggio 1949 quando Madre Speranza comprende che dovrà realizzare un Santuario dedicato all’Amore Misericordioso. L’Opera è progettata dall’architetto Julio Lafuente e, con le sue forme, traduce in linguaggio simbolico il messaggio che da qui è annunciato al mondo intero.
Il cuore dell’opera è la Cappella del Crocifisso. La scultura lignea del Crocifisso dell’Amore Misericordioso è opera dello scultore Cullot Valera. Ricco di simboli (l’Eucarestia, il Cuore, il mondo, la corona regale, il Vangelo aperto), offre all’adorazione dei fedeli un Cristo vivo sulla croce, a braccia spalancate, ad accogliere ogni figlio e figlia che torna a Lui.
Nella Basilica adiacente, una costruzione moderna e simbolica, si possono visitare, tra l’altro, le cappelle che custodiscono il quadro di Maria Mediatrice, dipinta da Elis Romagnoli, e la statuetta di Gesù Bambino.
Dietro l’altare della Cripta riposano le spoglie della Beata Madre Speranza. La tomba ci ricorda la fecondità del chicco di grano che, morendo, porta frutto. Un luogo caro ai pellegrini, che vi sostano in raccoglimento e preghiera.
Il grande Campanile è formato da quattro chiavi e i tornavoce, diretti verso i quattro punti cardinali, diffondono lontano l’eco delle campane e il messaggio: Dio è Padre buono e tenera madre per ogni uomo e questo ci rende tutti fratelli e sorelle.
Nel Santuario, oltre alle celebrazioni Eucaristiche, riveste un ruolo centrale il Sacramento della Riconciliazione, quale speciale luogo in cui fare esperienza dell’abbraccio di Dio Padre che “perdona, dimentica e non tiene in conto” e attende con gioia il figlio che torna.
Madre Speranza, a seguito di una rivelazione divina, fa scavare un pozzo, da cui sarebbe sgorgata l’Acqua dell’Amore Misericordioso, che tutt’ora alimenta le piscine. I pellegrini vengono ad immergersi o si accostano alle fontanelle con profonda fede per chiedere la guarigione del corpo e dello spirito, confidando in quanto lo stesso Gesù ha promesso.
Nel visitare la Casa di Madre Speranza, ci si sente attesi, presi per mano, ci si sente a casa. È lei, passo dopo passo, a condurre il pellegrino da Gesù, Amore Misericordioso, fino alla sua Parola e invitandolo a tornare al suo Santuario.











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